Tecniche

Fotografia è scrivere con la luce, e scrivere permette di narrare la realtà filtrata attraverso il proprio sentire e la propria cultura. Ognuno osserva, contempla, medita, sceglie, estrapola, si sofferma, racconta ciò che più lo colpisce, lo coinvolge, lo emoziona; sceglie i soggetti, stile e tecnica narrativa. Architetture e paesaggi urbani, i miei soggetti preferiti; mi parlano, si mettono in posa, attraggono la mia attenzione, perché io li racconti come esseri viventi e vitali, attraverso primi piani e piani lunghi che raccontino anche il mondo circostante col quale dialogano ed interagiscono. Informato ed interessato da tutte le arti, il mio stile narrativo, ha sempre ricercato il miglior modo di restituire le suggestioni, giungendo all’anima dei mie soggetti. Amante dell’acquerello e della fotografia in bianco e nero, oggi, grazie ai mezzi di rielaborazione e manipolazione offerti dalle nuove tecnologie digitali, posso utilizzare ambedue le tecniche espressive che, se pur contrastanti, si completano nella capacità di restituire tutto ciò che ogni soggetto fotografato mi dice e suggerisce. Con l'avvento del digitale e di internet mi sono reinventato artista 2.0. Ho riscoperto la passione per l'acquarello e l'ho integrato con la fotografia realizzando opere d'arte foto pittura digitale. Nei miei viaggi lenti prendo appunti fotografici che successivamente, con l'ausilio dei software di elaborazione fotografica, trasformo in acquarelli digitali. Poi li condivido sui miei blog giuseppecocco - penisolabella agricooltour - cocofoto@rtgallery e profili social (Twitter Facebook Google + - Pinterest - Instagram); li metto in vendita su gallerie online

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e realizzando Carnet de Voyage con self publishing che vendo online 

 

Con la ritrovata tecnica dell’acquerello (fotoacquerello digitale), racconto luci e colori, ora più scuri ora più chiari e delicati, che regolo in base alla scelta delle opzioni e dei parametri offerti dai software scelti per l’elaborazione delle fotografie. In assenza di segni e confini, nell’acquerello i colori formano masse e volumi, ma pur sempre onirici, sfumati ed evanescenti. Analogamente alla maggiore o minore diluizione dei colori in acqua, l’acquerello digitale, al fine di restituire interpretare creare ciò che si sente ed intuisce, estrapola e restituisce le armonie e i contrappunti dei colori e della luce che colpisce i soggetti che formano la scena; il progetto è analogo, fissare colori che diano forma al reale interpretato; la differenza è nel procedere: nell’uso dei pennelli imbevuti nei colori diluiti dall’acqua, si aggiungono via via colori sfumature trasparenze sulla carta, mentre nel digitale, i soggetti e la scena sono già contenuti dalla carta ed attraverso la tecnica del togliere e levare, vengono liberati dall’eccesso d’informazioni, apparendo dal bianco del fondo, come appariva l’immagine latente durante lo sviluppo in camera oscura.

Pertanto, pur nella capacità di restituire i particolari, propria della fotografia, nel mio procedere, c’è il ritorno ai primordi, quando questa tecnica serviva agli impressionisti per cogliere en plein air, non tanto i particolari, quanto le impressioni ed emozioni date da forme, volumi, luci, restituite poi nei loro atelier, attraverso pennelli colori su tela, oggi elettronici, come interpretazione ed espressione del proprio sentire.

NE' RICCO NE' FAMOSO MA SOLO UTILE E FELICE, fotografo autore, artista, filosofo, sociologo, antropologo; mite, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lento per nascita e per scelta, lavoro con con sguardo lento, vivo e viaggio praticando l'ozio creativo e le pause etiche estetiche.
Il mio progetto 2.0 - etico estetico impegnato -, va oltre le parole e, attraverso l'uso delle immagini, vuole creare racconti visuali ed icone emozionali che possano entrare a far parte dell'immaginario collettivo, per una consapevolezza del vissuto.
Non appongo solo una firma di prestigio, ma mi coinvolgo col mio stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività.

La fotografia è strumento di comunicazione in grado di coinvolgere tutti ed ognuno, con la sua sintesi e immediatezza; attraverso la sua forza evocativa, la potenza testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente “accattivante”, largamente comprensibile; se non può cambiare il mondo, induce a meditare e riflettere, arricchisce mente e spirito; contribuisce a sviluppare consapevolezza, mostrando “l’estetica del quotidiano”, migliora la percezione della qualità della vita; grazie alla capacità di parlare un linguaggio tra i più comprensibili e coinvolgenti al mondo, può cambiare le coscienze e creare opinione pubblica. Ispirate da sensazioni ed emozioni, la lentezza dello sguardo, hanno la capacità di indurre letture da cui scaturiscono pensieri, considerazioni, rimandi culturali.

Meglio delle parole, le immagini, creano icone emozionali, in grado di coinvolgere, divulgare, sensibilizzare, creare consapevolezza ed opinione pubblica, tentando di coinvolgere la cittadinanza, migliorare il quotidiano e la vita degli individui e della società, per un mondo migliore.

Borzone de Signorio Sabelli da parte di madre, provengo da una famiglia nella quale ho antenati illustri tra i quali, oltre a 5 Papi ed 11 Cardinali, i pittori Luciano Borzone (Genova 1590-1645) e i figli e allievi Giovanni Battista BorzoneCarlo Borzone e Giovanni Francesco Maria Borzone (Genova 1625-1679), pittore e ad astronomo chiamato in Francia nel 1656 ad affrescare il castello di Vincennes (Lagrange); lo zio Luigi Ottavio Borzone de Signorio Sabelli; mentre, da parte di padre, Mimmo Rotella. Naturalmente il mio bagaglio culturale artistico è intriso di arte italiana, e non solo. Mi ritrovo nei vedutisti, in pittura macchiaioli, Segantini, Canaletto, Boldini, Bernardo Bellotto, Guardi; ma anche negli acquarellisti Ettore Roesler Franz, lo stesso Goethe e il più recente Aldo Riso; per il disegno e la grafica Durer, Piranesi

Tra i fotografi, certamente rientro nel solco dei fotografi di architettura e paesaggio, alcuni dei quali coetanei contemporanei e "concorrenti", Gabriele Basilico, il più vicino, ma anche Mimmo Jodice e Luigi Ghirri; mentre per la fotografia rurale ed antropologica, l'amico Mario Cresci.


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